Patti prematrimoniali: soluzioni razionali e preventive per proteggere la tua famiglia

Patti prematrimoniali: soluzioni razionali e preventive per proteggere la tua famiglia.

Fondamentale l’approvazione della legge. Con un esperto avvocato matrimonialista organizzi in anticipo ciò che sarà difficilissimo gestire in caso di divorzio.

Matrimonio solo sentimenti o accordo d’amore razionale e pratico?

Tu: “Il matrimonio non dovrebbe reggersi sulla fiducia invece che su questioni materiali?

Il matrimonio è un compromesso quotidiano sin dalla scelta previdente della separazione dei beni che è una sorta di patto prematrimoniale legalmente previsto, appunto. Dietro l’evidente primato della dimensione sentimentale, su cui deve basarsi un rapporto, ci sono tanti grandi e piccoli meccanismi di cui volutamente non ci accorgiamo ma che dettano l’equilibrio complessivo di una famiglia immaginando un futuro incerto: per esempio nel caso di conti correnti separati e gestione individuale delle proprie finanze. Insomma promessa di amore eterno ma fino ad un certo punto!!!

Non ti è mai capitato di ascoltare tra moglie e marito ragionamenti spot sul possesso della casa in un’eventuale separazione?

Si tratta di una piccola e umana ipocrisia che teniamo al coperto finché tutto procede sperabilmente per il meglio, ma come sai sono all’ordine del giorno vere e proprie guerre senza esclusione di colpi tra ex coniugi.

Del resto parla la statistica, secondo le più recenti analisi Istat: “Per l’instabilità coniugale, i dati del 2015 risentono degli effetti delle recenti variazioni normative. In particolare l’introduzione del divorzio breve fa registrare un consistente aumento del numero di divorzi, che ammontano a 82.469 (+57% sul 2014). Più contenuto è l’aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014). La durata media del matrimonio al momento della separazione è di circa 17 anni. In media i mariti hanno 48 anni, le mogli 45 anni”.

 

Cosa dice la legge e quali prospettive?

Il nostro ordinamento con l’art.162 del codice civile consente ai coniugi di regolamentare di comune accordo il loro regime patrimoniale solo attraverso la comunione legale o la separazione dei beni:

  1. La comunione legale dei beni prevede che i coniugi siano titolari solidalmente di un diritto sui beni che ricadono nella comunione. Tali beni sono più precisamente: a) gli acquisti compiuti dai coniugi congiuntamente o singolarmente durante il matrimonio ad esclusione dei beni personali; b) i frutti dei beni propri che siano ancora presenti al momento dell’estinzione della comunione legale; c) i proventi dell’attività di ciascuno dei coniugi che siano ancora presenti al momento dell’estinzione della comunione legale; d) le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite da entrambi (con i relativi utili ed incrementi); e) gli utili e incrementi delle aziende gestite congiuntamente, ma costituite da uno solo dei coniugi antecedentemente al matrimonio. Per quel che concerne, invece, le aziende gestite da uno solo dei coniugi, ricadono nella comunione legale i beni destinati all’esercizio dell’impresa e gli incrementi solo qualora siano presenti al momento della cessazione della comunione legale.
  2. La separazione dei beni è il regime che permette ai coniugi di mantenere la proprietà esclusiva dei propri beni, sia quelli acquistati prima del matrimonio sia quelli acquistati dopo, anche se fruiti in comune. Ciò significa che per la cointestazione di un bene si renderà necessario specificarlo nell’atto di acquisto.

Con la recente sentenza della Cassazione sull’assegno di divorzio, che sostituisce il criterio del tenore di vita matrimoniale con la valutazione dell’autosufficienza economica per stabilire il riconoscimento e l’entità dell’assegno stesso, siamo di fronte alla necessità anche di un cambio culturale. Servono innovazioni legali su come disciplinare il matrimonio, i rapporti patrimoniali e la tutela dei figli nell’ottica di eventuale separazione e divorzio.

I sentimenti respingono questo scenario ma le prospettive di un naufragio vanno limitate nel minimo dettaglio

Infatti, per quanto ancora in ritardo, è in discussione in Parlamento una proposta di legge che prevede per i futuri coniugi, prima di contrarre matrimonio “la possibilità di stipulare di fronte all’avvocato accordi prematrimoniali volti a disciplinare i rapporti dipendenti dall’eventuale separazione o cessazione degli effetti civili del matrimonio”.

Ciò significa che sarà possibile accordarsi preventivamente su aspetti come somme di denaro periodiche o una tantum, diritti reali su uno o più immobili, mantenimento dell’altro coniuge o mantenimento dei figli fino al raggiungimento della loro autosufficienza economica, addirittura rinunce al mantenimento, diritti di successione ecc.

 

Il tuo avvocato matrimonialista

Ritieni tutto questo imbarazzante o poco poetico?

Da avvocati matrimonialisti specializzati ci siamo occupati diffusamente di gestione anticipata e consensuale dei rapporti patrimoniali (all’interno dei limiti della lacunosa normativa di settore), con il risultato ottimale di non dover affrontare questa negoziazione nel momento in cui il matrimonio è già in crisi e la ragionevolezza è più difficile se non impossibile.

Proteggi la tua famiglia, patteggia prima per non azzannarti dopo

 

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